01 febbraio 2008

La Rana Cinese - Riccardo Illy

Rieccomi a voi...
Quello di oggi, però, più che un post/articolo su qualche business online o sito di giochi, scommesse, o affiliazioni, è una segnalazione di un libro che ho trovato molto interessante...

Si tratta del libro edito da Mondadori "La Rana Cinese" di Riccardo Illy.

Quello del caffè Illy è uno dei marchi italiani più noti nel mondo, un esempio di "made in ltaly" di successo e di prestigio. Il presidente del gruppo industriale, Riccardo Illy, è anche presidente della regione Friuli Venezia Giulia. Con questo libro l'imprenditore triestino offre il suo punto di vista, sempre controcorrente, sull'attuale situazione italiana, sul ruolo che il Paese può svolgere nell'economia globale, contrassegnata, secondo lui, dalla conoscenza quale fattore competitivo fondamentale.

E propone la sua esperienza economica sui mercati di tutto il mondo come motivo di ispirazione per un Paese alla ricerca di modelli positivi da cui ripartire. Come una rana che cade in una pentola di acqua bollente si salva perché ne salta fuori con grande velocità, così l'Italia, secondo Illy, si salverà dalla "scottatura" dell'ingresso della Cina nell'economia internazionale per la semplice ragione che le sue conseguenze sono così immediate e violente che costringeranno tutti a reagire con rapidità.

Descrizione dell’editore:

Riccardo Illy, presidente della regione Friuli Venezia Giulia e presidente del gruppo Illy, è uno dei più noti industriali italiani nonché uno dei più autorevoli e ascoltati governatori regionali dell’alleanza di centro sinistra.

“Mi sono più volte chiesto se la teoria della rana bollita (e della rana scottata), che mio padre ama spesso citare, sia effettivamente - come lui assicura - il risultato di un autentico esperimento scientifico.

Però è certo che si tratta di una metafora davvero utile per capire l’effetto positivo che la globalizzazione, e in particolare la concorrenza cinese, può avere sulle imprese italiane.”

Nel fantasioso e un po’ crudele esperimento della “rana cinese”, si prendono due rane e due pentole piene d’acqua. Si lascia cadere la prima rana in una delle pentole quando l’acqua è ancora fredda, poi si mette la pentola sul fuoco e la si porta pian piano a ebollizione.

In questo caso la rana muore bollita, perché si abitua gradualmente al cambiamento di temperatura, si intorpidisce, e non si accorge quando arriva il punto di non ritorno, quando conviene saltar fuori e salvarsi.

Nel secondo caso, invece, si porta l’acqua a ebollizione e solo allora si butta dentro la rana. Appena sfiora l’acqua bollente, la rana si scotta e istintivamente schizza via il più lontano possibile. Si ritroverà con qualche ustione e qualche ammaccatura, ma si salverà.

Nel momento in cui gran parte del mercato mondiale guarda all’Oriente e al suo straordinario sviluppo economico con ansia e preoccupazione, Riccardo Illy ci invita a considerare la congiuntura presente alla stregua di uno choc salutare, capace di attivare le risorse più autentiche del nostro

Paese e di salvarlo dal fatale intorpidimento in cui, adattandosi al peggio, rischiava di cadere.

Se infatti è vero che non pochi sono gli svantaggi competitivi dell’Italia - l’eccessiva tassazione sul reddito d’impresa, il cuneo fiscale-previdenziale, la carenza di infrastrutture, la lentezza e inefficienza della burocrazia, i limiti del nostro sistema di istruzione, gli scarsi investimenti in ricerca e sviluppo, la crisi della giustizia, e non ultimo il mammismo, ovvero la mancanza di volontà dei nostri giovani di uscire dal guscio protettivo della famiglia per affermare la loro libertà e autonomia -, non bisogna però dimenticare che gli italiani da sempre mostrano un peculiare ingegno e una propensione all’estetica e alla qualità della vita pressoché unici. Tutte caratteristiche che dobbiamo imparare a valorizzare al meglio.

Rilanciare un processo virtuoso di crescita economica e coesione sociale nel nostro Paese è possibile. È giunto il tempo di ristabilire un clima di reciproca fiducia, un tempo in cui gli italiani possano davvero mettere a frutto i loro straordinari talenti.

Indice del libro
1. L’Italia al palo
2. Scenari in movimento
3. La riscoperta delle vocazioni
4. Cambiare per competere
Conclusioni. Il tempo della polietica
Polietica e capitalismo sociale

****

LA PARABOLA DELLA RANA BOLLITA (riflessione personale):

Al di la di quello che Illy ci spiega molto bene nel suo libro, in maniera lucida e precisa, a livello italiano e globale, e con l'augurio che molti di coloro che ci governano e molti degli imprenditori che contano in questo paese, facciano sì che l'Italia, per quanto scottata e malconcia, non muoia sul serio bollita, quello che mi piace della suddetta parabola è che si può benissimo usare a livello personale.

Quante volte finiamo per adagiarci in situazioni di comodo e per semplice pigrizia, fisica o mentale, finiamo col muoverci continuamente nel solito tram tram della quotidianità anche se ci rendiamo conto che non ci sta portando da nessuna parte... Quante volte ci adagiamo nella nostra "zona di comfort" e ci adagiamo su noi stessi e sulle nostre abitudini semplicemente perchè è più facile?!?...

Ne parlo per esperienza diretta... fin troppo facile, anche se le cose non stavano andando bene, oziare nella quotidianità, nelle abitudini offertemi dalla mia attuale attività (un negozio di dischi e videogames)... mi rendevo conto che la situazione era potenzialmente pericolosa, ma in fondo... era molto comoda... era una situazione a me famigliare... la solita "tranquilla" routine...
Peccato che mi stesse lentamente conducendo a fare la fine della "rana bollita"....

Fortunatamente l'aver conosciuto alcune persone, diventate per me importanti, mi ha fatto aprire gli occhi ed uscire da quel torpore per tempo...

Sì... è vero... mi sono comunque scottato e magari ci metterò un pò a curarmi alcune "ferite", ma per fortuna mi sono salvato... e soprattutto mi sono reso conto che al di fuori della nostra quotidianità esistono alternative, opportunità, di cui a volte, addormentati nelle nostre abitudini, non ci rendiamo conto...

Certo non è facile, ma bisognerebbe sforzarsi di uscire da questa "zona di comfort" anche se si ha paura, anche se si è pigri, anche se nel mondo che conosciamo è tutto più facile... io l'ho fatto ed ho intrapreso altre strade che mi hanno già portato a delle piccole soddisfazioni sia economiche che personali...e non avete idea del piacere che ne ho provato... altrimenti... beh... la parabola insegna... auguro a tutti di cavarsela solo con delle scottature... ;-)




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