01 maggio 2009

I Minimi Comuni Denominatori del Marketing Virale

viral marketing, marketing viraleBuongiorno a tutti e buon 1° Maggio. Quest'oggi, anche se temo che l'articolo avrà ben pochi lettori, almeno per oggi vista la giornata di festa (divertitevi, mi raccomando... ;-)), riprende l'argomento "Marketing Virale" iniziato nel post del 4 aprile e ripreso poi qualche giorno più tardi con l'esposizione del caso più famoso di Viral Marketing finora conosciuto (hotmail).

Ed è proprio da quì che riprendiamo...

Molti potranno certamente dire che sono pochi i siti che hanno le caratteristiche di Hotmail. Il servizio è gratuito, è molto utile ed efficiente e interessa potenzialmente i navigatori di tutto il mondo. Questi fatti sono innegabili; ma se il marketing virale non funziona allo stesso modo per tutti i tipi di siti, è anche vero che non esistono casi in cui abbia portato danni – se correttamente amministrato – o abbia avuto scarsi effetti.

Una strategia di marketing virale deve avere fra le proprie caratteristiche:

1. Offrire prodotti e servizi
2. Non comportare sforzo per l’utente che divulga ‘automaticamente’ il messaggio
3. Potenzialmente deve essere in grado di crescere molto rapidamente
4. Deve utilizzare sistemi di trasmissione/comunicazione già esistenti

Dare gratis subito per vendere in seguito

Un sito di e-commerce, essenzialmente portato alla vendita di prodotti, potrebbe ritenersi escluso dal network di siti che possono sfruttare la potenza del marketing virale. Non è assolutamente così.

Certo, il meccanismo di propagazione virale (ed esponenziale) del messaggio deve essere legato indirettamente al business principale del sito.

Se per avere un account su Hotmail.com fosse stato necessario pagare, la curva di crescita del sito sarebbe stata certamente inferiore a quella che si ebbe nell’ultimo terzo degli anni ’90; questo è vero, ma bisogna aggiungere che, in primis, il sistema non sarebbe stato certamente inefficace e, in secondo luogo, che la gratuità di un servizio deve essere sfruttata anche quando questo non rappresenta il core business del sito.

D’altronde, quali sono i siti che effettivamente offrono un prodotto gratuitamente senza avere nulla come contropartita?

Se prima erano pochi oggi non esistono affatto. I banner furono le prime fonti di reddito per siti “totally free”, da Hotmail a Napster.

Offrire un servizio gratuitamente (purché efficiente e utile a molti) significava infatti avere la possibilità di raccogliere un immenso pubblico.

Sfruttare questo immenso pubblico è un’altra questione, ma se non si riconosce in una grande utenza la possibilità di fare profitti, non avrebbe alcun senso la realizzazione di servizi gratuiti e la diffusione di questi attraverso strumenti di marketing virale (a meno che non si tratti di siti universitari, associazioni, siti istituzionali etc).

Come già accennato, i banner furono la prima fonte di introiti per siti che offrivano servizi in modalità gratuita.

Oggi la loro forza è certamente minore anche se, nonostante le ‘traversie’ dei banner negli ultimi tempi, sarebbe però totalmente errato pensare che essi non rappresentino più una fonte di reddito.

D’altronde, nuove fonti di revenues si sono già da tempo affacciate sul mondo del Web. Hotmail stessa, per esempio, ha fatto dell’e-mail marketing una grandissima fonte di guadagno. Inoltre, già da tempo, Hotmail ha diviso i propri servizi tra gratuiti e a pagamento.

Chi sceglie il servizio gratuito non dispone di tutta una serie di funzioni e di servizi di cui invece godono gli iscritti a pagamento.

Questo è un classico sistema per introdursi velocemente ed efficacemente in qualsiasi mercato: prima si offre un servizio gratuitamente e poi, dopo che un gran numero di utenti lo usa e lo può apprezzare veramente, lo si mette a pagamento (almeno in parte).

Anche se la gran parte degli iscritti non accetta di pagare pur rinunciando a servizi già esistenti o a nuovi da introdurre, saranno in molti a sottoscrivere un abbonamento a pagamento e questa sarà una fonte di guadagno tendenzialmente destinata a crescere.

Certamente, sono numerose le aziende che non potrebbero mai fornire gratuitamente dei servizi o dei prodotti e che non sarebbero capaci di compensare i costi dei prodotti con attività pubblicitarie o altro. In questo caso, l’offerta gratuita deve essere parallela al core business. Un famoso sito statunitense decise di offrire ai suoi utenti la possibilità di spedire gratuitamente delle cartoline digitali. Chi riceveva la e-card avrebbe potuto poi iscriversi ad altre newsletter. La percentuale d’iscrizione agli altri servizi (sempre gratuiti) fu molto alta. Il sito cominciò quindi a diffondere la pubblicità dei propri prodotti a sempre più persone e questo aumentò enormemente la penetrazione della sezione e-commerce (quella principale) del sito stesso.

Tra gli esempi più recenti, ne possiamo trovare uno tutto italiano...

marketing virale, shop online, gigacenter, gratis, business, guadagni online, guadaganre online, guadaganre internetDa qualche tempo, infatti, proprio quì a casa nostra, è nato un Circuito di Centri Commerciali Gratutiti che presenta tutte le caratteristiche necessarie...

1. Offrire Prodotti e Servizi - Più di 3 milioni di prodotti a catalogo ed un sacco di servizi a disposizione degli utenti (blog, area annunci, video e photogallery, etc...) GRATIS!!!

2. Non comportare sforzo per l’utente che divulga ‘automaticamente’ il messaggio - Chiunque si iscriva al circuito non vede, logicamenete, l'ora di comunicarlo ad altre persone (così da accrescere velocemente il proprio circuito ed i propri guadagni... ;-))

3. Potenzialmente deve essere in grado di crescere molto rapidamente - I numeri di crescita del circuito sono impressionanti... e non sembrano essere destinati a fermarsi... anche perchè per attivare un nuovo Gigacenter bastano un paio di Click... ;-)

4. Deve utilizzare sistemi di trasmissione/comunicazione già esistenti - A disposizione degli utenti Blog, Video e Photogallery, sistema di Email Marketing (Viral Shop) ed altri metodi molto interessanti...

Vi lascio, quest'oggi, con un video che riguarda proprio quest'ultimo caso tutto italiano...

Se volete approfondire potete trovare maggiorni informazioni quì: Gigacenter





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